FOTOGRAFIA DI SAN PIETROBURGO

LA FOTOGRAFIA DI SAN PIETROBURGO a cura di Marina Jigarkhanyan, al PAN di Napoli dal 22 novembre al 2 dicembre 2012.
La fotografia contemporanea a San Pietroburgo ha il suo formato e le caratteristiche specifiche parallelamente al  suo sviluppo. È innanzitutto puntata sulle tradizioni classiche che da tanto tempo fanno parte integrante della cultura della città. Il linguaggio artistico che è sempre riconoscibile per la sua riservatezza e correttezza, il desiderio di combinare l'attendibilità di ciò che è stato visto con una certa finezza nel modo di vedere, il disegno della struttura interna dell'immagine attraverso la famosa nobiltà san pietroburgese che a volte dimostra addirittura una sensazione quasi mistica. La fotografia di San Pietroburgo continua a mantenere le tendenze stabili dello stile della città nonostante le tecnologie innovative che correggono il processo dello sviluppo della fotografia contemporanea. Gli autori presentati a Napoli sono espressione di diversi punti di vista e interessi artistici. Tra di loro ci sono sono i giornalisti famosi come Pavel Markin e Evghenij Astaschenkov. I ritratti dei nostri contemporanei fatti da Markin si distinguono per la loro vitalità e vivacità diventando allo stesso tempo racconti di vita quotidiana. Nelle foto di Astascienkov si vedono le casette fatiscenti, giardini, frutteti e i volti della gente. Vladimir Antoschenkov, invece, è un fotografo-urbanista di un gusto molto raffinato. Le sue immagini danno l’idea di un  diario dettagliato di osservazione dello spazio urbano: fissa il ritmo delle colonne massicce e il disegno leggero della cancellata del Giardino d’Estate, le vibrazioni delle grondaie lunghe. Vladimir Nikitin crea gli interni di natura morta. Questi motivi attirano l’artista con la sua forma. In essi è presente l’atmosfera di mistero e di tristezza. Nelle sue foto non c’è la gente ma si vedono soltanto i muri di case, sedie, libri, utensili casalinghi degli appartamenti san pietroburghesi che come se ricordassero il tocco delle mani e respiri di generazioni precedenti. Ludmila Tabolina fa le foto con un monocolo, con obiettivo di una lente capace di imitare la selettività di vista umana. A Napoli è` presentata la sua serie di nome "conchiglia". Le fotografie di Anna Shishkina scoprono la sostanza della vita che è adeguata al suo temperamento artistico.Si spera che questa piccola esposizione in senso quantitativo dei fotografi di San Pietroburgo dia una certa idea al pubblico italiano delle ricerche artistiche e delle vie di sviluppo della fotografia d’arte della capitale del nord della Russia.