Mille anni ancora - omaggio a De André

Da “Creuza de mä” a “Nun te scurdà”, discendendo il Mar Mediterraneo da Genova a Napoli. Felici e fieri di esserci, tutti, in ricordo delle mani, del volto e della bocca di Fabrizio De André. Della sua intensità.
“MilleAnniAncora”, però, non sarà una funerea e smisurata preghiera, bensì un canto amico, laico e profondo, che si svilupperà a Napoli sabato 2 maggio, quando dalle 21 al Teatro San Carlo si ritroveranno Mauro Pagani, Raiz, Alessandro Haber, Massimo Bubola e Nicola Piovani per ricordare Faber nel decennale della morte. L’incontro musicaletterario - ingresso a inviti fino a esaurimento posti - è realizzato da SudArte e di fatto apre il cartellone dell’edizione 2009 di Maggio de’ Monumenti, promosso dall’assessorato al Turismo e Grandi Eventi del Comune di Napoli.
Sul palco, per uno spettacolo lungo un paio d’ore, si alterneranno artisti che hanno scritto, cantato e vissuto con De André, ma anche coloro che in un certo senso sono stati educati dal suo verbo, dalla sua passione, dal rigore e dalla sua allegria. Uno dopo l’altro, uno insieme all’altro, suoneranno Mauro Pagani – che con Faber ha firmato il capolavoro “Creuza de mä” – Raiz – che grazie alla lingua partenopea è figlio legittimo di quella pura lezione di identità mediterranea – Alessandro Haber – che reciterà strofe dal sapore millenario e favolistico, anche se a volte crudeli – Massimo Bubola – che con De André ha creato album epici come “Rimini” e “L’Indiano” – e Nicola Piovani – compositore che ha orchestrato “Storia di un impiegato” e “non al denaro non all’amore né al cielo”.
Tra i brani che verranno eseguiti, anche una versione di “Fatmah” degli Almamegretta, con Raiz al canto, Giuseppe De Trizio alla chitarra e Mauro Pagani al violino; “Il suonatore Jones” (che rievoca un poemetto dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters) con Piovani e il suo Quintetto; “Don Raffaè”, “Una storia sbagliata” (di Bubola-De André, scritta ricordando l’assassinio di Pier Paolo Pasolini), “Fiume Sand Creek”, “Volta la carta” e “Canto del servo pastore”.